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UnendonQui posso dare sfogo a tutti i miei pensieri e condividerli con tutti. November 19 Ogni momento è buono per morire Oggi è il tuo turno. Sistematico, al limite del confine tra caos ed eros. Sospeso nello spazio, infinito come il tempo. Io mi adeguo ai cambiamenti. Triste nell'anima. Nero intorno agli occhi. La pressione è tanta, anche troppa sento le vene cedere, i capillari si rompono. Perdo sangue dalle orecchie. Verso tutto in una coppa argentata ossidata. Il suo aspetto è macabro. Quante volte hai raccolto e versato l'anima? Occhi sbarrati. Digrigno i denti. Io ti odio. Odio si hai sentito bene. Ti scaglio contro il muro. Sto male, adesso lo devi capire. Lecco il sangue che cola dalle pareti. In alcuni punti viene assorbito da alcuni arazzi. Non rappresentano nulla. Niente. Li tiro giù perché mi hanno rotto semplicemente i coglioni. Vedere ogni giorno questi simboli. Non mi rappresentano. Continuo a leccare. Lecco, si ancora. Lecco finché non vomito. Per terra poltiglia di strane sostanze. Vieni qui cane bastardo. Lecca anche tu quello che c'è per terra. E' sempre colpa tua. Chinati. MANGIA! Tu, essere umano, povero, triste. Ti nutri della spazzatura. Ti nutri degli altri. Suonerò per te permetti? Questo si chiama basso elettrico è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni simile alla chitarra elettrica come meccanismo. L' accordatura standard del basso elettrico è identica a quella del contrabbasso, cioè un'ottava sotto alle quattro corde più gravi della chitarra. E sbang. Te lo spacco sulla testa. Senti che musica. Il suono del tuo cranio che si rompe, il corpo del basso si crepa, il manico spezzato... orgasmo. Mi masturbo r vengo contro il pieno di cervello. Il muro. Non mi dice un cazzo questo muro. E giù mazzate anche contro di esso. Guardalo da vicino. Poi da lontano. Di nuovo da vicino. Ci stai lasciando gli occhi. Ci stai lasciando good bye, salut, au revoir, sayonara. Povero pezzo di stronzo. Ti calpesto un po', dicono che porta fortuna. Ah questa è soddisfazione. Tossisco, richiedo attenzione. Sento piccoli mugolii, che brividi. I denti me li sono scordati... identi, i denti. Oh! Guarda per puro caso porto degli anfibi. LalaLALAlalaLALALALALA. Schegge che volano, ommeglio denti. Il muro, mi sta sul cazzo più di te. Calcio all'indietro e lascio solo un'impronta. Nulla più. Ma con essa è perfetto. Un disegno al limite dell'immaginazione. Qui Duchamp si sarebbe masturbato come me, vicino a me. La quadrimensionalità... si ha preso vita, siiiiii guarda come ci osserva. Sono andato oltre. Artista. Richiedo fama e gloria. Musica maestro. E dopo di chè silenzio voglio parlare. Vengino signori, accostarsi al muro e lasciatevi andare. Lasciatevi andare al piacere. Fate del bene in questo mondo, ironia della sorte. Tu mi hai fatto del male, sarai parte del quadro, del muro. Avanti vieni con me, vieni nel vicolo. Buio. November 18 Fango(vagando nudo per i boschi) Mi si è ristretto a tal punto che sembra un clitoride... Freddo boia. Ti ho sempre amato ma adesso cazzo quanto ti odio. Mmmmmm... fanculo. Brillante idea la mia. Solitario del cazzo che non sono altro. Ahia! Sassi, sassi e ancora sassi. Foglie bagnate, radici umide. Rugiada sparsa in ogni lato. Scivolo e struscio la schiena sulla corteccia di un albero. Dio che schifo, avrò ucciso miliardi di insetti. Brividi di freddo e di disgusto. Ecco, pure il fango. Sono lurido. Putrido. Puzzo. Cammino in questa natura dimenticata. Faccio tanto di quel rumore che potrei svegliare perfino creature fantastiche. Che schifo, su per i piedi insetti di ogni tipo. Odio gli insetti. Inutile coprirsi le nudità, sono solo. Non serve a niente, non provo vergogna. Fischietto felice, costipato soltanto per il freddo che mi gela le budella. Imbarazzato. Tanto sono solo ogni rumore molesto non creerà nessun fastidio. Disegno con l'alito che crea condensa nell'aria. Scrivo il tuo nome. Lo disperdo come un raggio di luce in questa forseta fitta, fredda, fredda e fitta. Come i peli che ho in mezzo alle gambe. Non vedo più niente, adesso si che sono veramente imbarazzato. E se mi vedesse qualcuno? E' il freddo, è il freddo risponderei... o è soltanto molto piccolo? Chissenefrega adesso congelo se non mi muovo. Gioco saltando da pozzanghera a pozzanghera, Dio come sono idiota. Alberi, freddo, musica nella mia testa, taglietti ovunque. Brina e condensa. Ed io riesco a sudare. Potrei accendere un fuoco. E se poi attirassi a me creature tipo fate? Amo solo una fata, che ho calpestato tanto tempo fa. E se arrivasse Trilli? La stamperei addosso a qualcuno come un tatuaggio. Lo prenderei a destri. Un bel nano. Gli ballerei accanto il Casatchok russo, prendendomi gioco di lui. Mi farei picchiare a sangue. Poi ridendo, godendo e arrapandomi mi alzerei, mi gongolerei per la sua maestosa forza bruta e gli mostrerei la mia. Fallo in mano e venuta forte in faccia. Adesso sono all'apice del mio sadismo: Punto primo- Vergognati, sei meno, adesso devo farti sentire inferiore. Immerso in una pozzanghera, ovviamente sono caduto come un emerito imbecille. Sguardo perso, vitreo, una statua di cera... meglio di fango. Si sembro un bel pezzo di merda, l'odore è simile. Punto due-Movimenti lenti fino ad arrivare alla tua bassezza, pugno dritto allo sterno. Punto tre- Calci a martello, non sei caduto al secondo punto posso infierire. Ti attraverserò rapido, ma doloroso, come un treno. Punto quattro- Picchiami di nuovo, fai aumentare il mio veleno. Così posso sfogarmi meglio. Così posso farti riposare in pace. Punto cinque-Tutto quello che vedi è realtà. Fatina ti mancano solo ali e bacchetta. Oggi è un giorno di pioggia. Pugni al volto come grandine. Punto sei-Schizzi di sangue, simili alle gocce di vino di una bottiglia mentre si infrange sul pavimento. Punto sette-Riesci a capire il perché? Riesci a capire il perché? Riesci a capire il perché? Una farfalla mi passa davanti al viso, pallido, ma sporco di fango. Torno alla realtà. Mi trovo qui perché non ho niente da fare. Disperso nei miei pensieri ho covato solo odio. Adesso mi godo il mio attimo di libertà. La mia fantasia. Immerso nel peso dei vostri pensieri, sempre e solo pedina. Mai Re. Schiavo. Pianti disperati ogni notte. Il peso aumentava. Le forze diminuivano. Cambio, esternamente, internamente. Parassiti. Mi avete sfruttato? Senza di me non siete degni di vivere in questo mondo. Segnati, è questo il nostro futuro. Per me redenzione. Per me solo fango. Maledetta farfalla. Realtà e solo realtà. Il cielo è sopra di me, sotto solo l'oblio. Mi alzo concludo ciò che ho iniziato. Punto otto-Cerca di far musica, non hai avuto ne soldi ne paura? Io sono la paura, la follia, l'impero della distruzione. Punto nove-Trascinandoti per i capelli fino ad arrivare in una spiaggia desolata da condividere. Giusta giusta dove scambiarsi baci, promesse e poi scappare perché ormai te ne senti padrone. Io finirò qui la mia opera più grande. La tua fine. I tuoi occhi piangono. I rido. Guardo il cielo e penso che è colpa tua. Ti sbatto ripetutamente la testa sulla sabbia, voglio farti mangiare del fango. Deve essere acido, pieno di odio, deve essere sporco. Guarda il mare, il paesaggio godi del caldo. Non è bello come ultimo sguardo al mondo? Punto dieci-Qui riposi. Non so il tuo nome, ma ho fato un disegno di te sulla lapide. Il rumore del mare... aaahh le onde come mi cullano. La pace. Ho odiato la tua faccia fin dal primo momento. Il tuo sorriso. I denti gialli. I tuoi occhi. I tuoi capelli. Adesso ho chiuso. Fine. Combatto per me stesso. Contro me stesso. Vagando nudo per i boschi, adesso è ora di tornare a casa. Lasciatemi solo, non mi troverete, sono vicino alla fine del mondo. Torno da te sporco, sperando di essere sgridato come un bambino, per poi essere curato e consolato. Abbracciami forte. Torno indietro correndo, sorrido. Libero, semplicemente sporco di fango seccato addosso. Torno bambino quando mi guardi, sorriso ebete e sogno di volare. Esco da questa foresta saltando in un dirupo. Vivo di nuovo. Sono tra le tue braccia, adesso non lasciarmi mai più. November 17 NindoE così sei venuto nel mio vicolo, spavaldo, fiero di te. Questo è l'ultimo posto che vedrai. Sporco, putrido. Come il mio fisico. Spazzatura putrefatta, derelitto della società. Derelitto di me stesso. Trascurato per via delle immagini che ho in testa, spaventato a morte da me stesso. Spaventato per errori commessi per tua colpa. Oggi tu morirai come Gesù Cristo è morto in croce per te. Vedi la mia lama. Vedi la mia anima. Brillano allo stesso modo. Capacità di linguaggio scarse. Tenacia da vendere. Onore e perseveranza. Scagliati contro, vieni avanti. Dai cazzo abbi il coraggio di fare ciò che hai già fatto. Fagli del male per l'ennesima volta. Fallo e conquistati la morte. Non avrò pietà. Non avrò timore. Oggi più forte di ieri. Come un soldato alla frontiera. In lacrime, per la paura. Paura di non rivedere la prorpia famiglia. Un uomo morto che cammina. Forse, adesso sarai tu quello che piange. Hai perso tutto. Sono l'agricoltore del male. Sono il pastore della vendetta. Tu e la tua coda, tu e la tua falsità verrete falciati. Colti come grano maturo. Poi arsi per depurare, per fertilizzare. Non sei altro che concime. In esso ti seppellirò. Lascerò la tua testa al di fuori di quella montagna di pura merda. Merda e sangue. Il tuo sangue. La mia vanga all'inizio ti provocherà tante tumefazioni. Traumi cranici e forti dolori lancinanti. Riderò perché sono un sadico. Osservami dalla tua bassezza mentre sforzando ti defecherò addosso. Sporcando ulteriormente la tua faccia. Il tuo cielo adesso è finito. Sporcando solo i miei piedi nella tua tomba di letame andrò fuori di testa. La mia anima sarà pronta a punirti. Salto, ballo. Indiano intorno al fuoco. Preparo il falò. Legna da ardere tutta intorno. Le tue preghiere chiedendo il perdono. Balbetti per via del dolore, sputi sangue dall'alto del tuo trono. Io fuori di testa con l'anima in mano. Come un santo, sono la mano sinistra di Dio. Sono la vendetta. Se anche tu fossi un Dio non avrei pietà. Ti trapasserei da parte a parte. Qui muore la mia natura umana, la rinnego. Sono un'animale e provo solo emozioni. Salgo verso di te, fine. Il lampo della mia anima folgora il tuo collo, un taglio secco. Adesso è tempo dello spettacolo. Pop-corn. Una sedia. Acqua per dissetarmi. La torcia inizia il lavoro, poi tempo al tempo. Aria sporca nel vicolo. Puzza di sterco, letame, sangue. Merda. E' tutto ciò che ti rappresenta. Nel vicolo questo ed altro. Benvenuti nel mio mondo. Fear. November 16 E' lo scorrere lento delle note su un piano scordato Suoni di tamburi. Chi sei tu? Smetila di scocciare. Inutile uomo, seguimi e stai zitto. Trombe, e una chitarra elettrica. Ma senti qua, incivile essere umano, questa è la mia anima. Tutto a tempo di rock, niente filosofi con cui fare l'intellettuale, niente citazioni, solamente me stesso. Chiaro nell'oscurità, semplicemente la mia faccia. Da culo si, solo un bastardo sadico insensibile. Sciogliti davanti al mio dolore inconsapevole della mia potenza. Debole come un fuscello, corto come la prima notte del solstizio d'inverno, freddo come la vita. Strappami le lacrime del viso stanco, strappami la carne. Infila le tue dita fino in fondo. Ossa e polvere. Assolo di basso. Segui il ritmo. E' il mio cuore che pulsa senza sosta. Si allena perché è lui che decide. Ama... odia... ama... odia tra un battito e l'altro come colpi d'ali sotto una tempesta. La mente sotto vuoto. Perennemente in viaggio mi dona incubi e tanti sogni, belli o brutti non ha importanza. Perché? voglio sentirmi perso. Depresso cornico, abituato a vivere perdendo. Rassegnato, lentamente muoio. Batteria e chitarra. Sono più forte del mondo, dell'oscurità in cui vago, col sangue la spazzerò via. Con un grido apro varchi di luce. Angoli lontani, a me sconosciuti, spaventano l'esiliato. Ecco sono solo, perché scappi? Veleno nelle mie vene. Violini e tamburi. Scompiglio nella luce. Cos'è tutto questo chiarore? La mia pelle per via del veleno diventa nera. L'oscurità è in me. Mandala via... mandala via ripeto a me stesso. Vomito la mia anima. Sporca di sangue e residui d'organi, nascita brutale. Il mio confronto inizia adesso. La mia lotta. Sono nato nella luce, e nello stesso momento sono morto per dar vita a me stesso. Assolo di chitarra. Prendi questo, prendi me stesso infame insaccato d'umanità. Intellettuale del cazzo, pensi di sapere tutto di me? Non hai emozioni. Mangia il mio cuore. Attimi di follia tra colpi e strattoni al cuore che staccandosi zampilla gaiser di sangue tingendo tutto di un rosso innaturale, cristallino, limpido e puro come il sangue di una vergine. Parole e sospiri mentre ti dono me stesso. Prima che io cadda a terra ascolta il finale, ascolta. E' lo scorrere lento delle note su un piano scordato. Raccoglimi da terra, stringimi forte al petto, prendi il mio potere. Prendi il mio veleno e tutta la mia voglia di vendetta. Il mio coraggio, la mia testardaggine, tutte le mie più pure emozioni. Prendi il bene che c'è in me. Io frutto dell'oscurità, ti ho dato vita in questo mondo di luce. Mi sono sacrificato per te, adesso non tradirmi. Figlio nato dall'oscurità, all'interno della luce. Muoviti. Muoviti portandomi dentro di me. Arrivando alla meta senza arrendersi prima. Tu puoi vedere dentro tutta questa luce, gli altri dispersi vagano. Tu che sai... i miei occhi schermano tutta questa luce come fottutissimi occhiali da sole... Tu che sai e che adesso vedi. Grida il mio nome. Gridalo e fai sapere a tutti come ti chiami. |
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